Amatrice-Campotosto

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Andare a vedere cosa è successo al limite della nostra regione poco più di un anno fa, circa 300 morti e un paese, bello, praticamente annientato.

Con la macchina fino a Montereale e, poi, in punta di pedali col mezzo più silenzioso, senza disturbare i tanti che ancora lavorano per dare un futuro a quei posti.

Questa la nostra pedalata: mappa del percorso

Al di là dei sentimenti forti che si hanno a passare tra macerie e conIMG_2753tainer abbiamo visto:

  • un paesaggio bellissimo e silenzioso
  • i nuovi insediamenti”commerciali” per far ripartire un po’ di economia e di vita
  • persone che tenacemente “presidiano” piccole attività nei container
  • cerbiatti, rapaci, mucche, cavalli
  • una amatriciana come dovrebbe essere
  • il filo di cresta dei Monti della Laga
  • la prima neve sul gruppo del Gran Sasso
  • salite e discese intorno e sopra  il 15%

 

Transappenninica 2017

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TP_2017Transappenninica 2 (17-19 giugno 2017)

La seconda edizione del nostro giro estivo alla scoperta dell’Italia appenninica. Fantastico!

Questa volta avevamo solo 3 giorni e abbiamo deciso di omaggiare 3 dei 4 grandi gruppi montuosi abruzzesi (il Gran Sasso per questa volta ci perdonerà ma lo avevamo fatto a settembre…):

  • Parco Regionale Velino-Sirente
  • Parco Nazionale d’Abruzzo
  • Parco Nazionale della Majella.

 

se volete vedere il percorso, cliccate qui

se volete vedere  delle foto cliccate qui

se vuoi vedere la Transappenninica 1 clicca qui

 

Cicloscampagnata Francigena

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IMG_20170513_121152_resized_20170514_042851327Cicloscampagnata Francigena (13-14 maggio 2017)

In fondo il richiamo della “Francigena” ha funzionato.

A partire siamo stati in dieci con bici che spaziavano dalla MTB XC alla stradale quasi pura.

Partiti praticamente puntuali (8,20), imbocchiamo la Salaria fino a Castel Giubileo (è sicuramente il tratto meno affascinante) e, con il ponte ciclo-pedonale sotto il GRA, sbuchiamo a Labaro-Prima Porta.

Qualche stradina e un pezzetto di “Giustiniana” ci portano alla bella via di S.Cornelia che, con scorci di campagna romana, ci scarica praticamente a Formello. Qui ci fermiamo ad un noto bar frequentato da ciclisti “probabilmente” esperti e sicuramente appassionati di roba tecnica.

Ancora stradine ed arriviamo a Campagnano dove, sono circa le 11,30, iniziamo a sentire i profumini delle trattorie ma, in fondo, ci accontentiamo di una fontanella.

Usciamo dal paese con una pendenza del 25% circa (duretta per chi non ha i dischi…) e ci si infila in una tratto di bosco molto suggestivo e fresco.

Qui le “sgasate” di Vallelunga sembrano a portata di mano per quanto si sentono nitide, tuttavia, non vediamo nessuna pista o moto.

Continua la sterrata in una campagna sempre più aperta (passiamo anche per il parco di Vejo e per la Riserva del Treja) e con innumerevoli saliscendi a tratti anche su asfalto, in ogni caso sempre impegnativi) proseguiamo seguendo i (quasi) sempre presenti segni e il GPS di Giacomo.

La fame inizia a farsi sentire e, dopo un momento di smarrimento, intuiamo che da li a pochi km la pappa è vicina. Attraversiamo la Cassia con un cavalcavia all’altezza di Monterosi ed entriamo “trionfanti” nell’omonimo villaggio dove un forno ben attrezzato ci tiene a bada. Sono circa le 13,30

La piazzetta circolare si presta ad accoglierci un po’ stravaccati qua e la’, chi rintanato all’ombra, chi in pieno sole, infine, un baretto ci aiuta con caffè e dolcetti e con un bagno decente.
Dopo circa un’ora ripartiamo imboccando “via di Sutri vecchia”, principalmente sterrata ma molto piacevole. In breve ci ritroviamo sulla Cassia appena prima di Sutri e ne percorriamo qualche km fino a Capranica dove ci fermiamo per una sosta tecnica e capire bene dove abbiamo ciccato la svolta (secondo la nostra traccia non avremmo dovuto essere li…).

Con belle pendenze usciamo dal paese e imbocchiamo altre sterrate, che ci tengono vagamente paralleli alla Cassia.

Alcuni attraversamenti della linea ferroviaria ci fanno capire che siamo quasi a Cura di Vetralla e, individuato il punto “esatto”, 4 di noi (Massimo2,Paolo,Alberto e Simone) deviano verso la Stazione per tornare a Roma. (sono circa le 16 e abbiamo fatto 70km).

In 6 proseguiamo per  stradine asfaltate fino al centro di Vetralla dove la sosta ad un bar per un gelato è quasi un obbligo.

Qui possiamo spegnere i GPS, lasceremo il tracciato Francigeno vero e proprio per deviare leggermente e raggiungere la Bicoca con un bel falsopiano in discesa su asfalto, praticamente una pacchia totale.

Dopo la solita fantastica accoglienza della famiglia Ascenzi ed una cena di livello assoluto i 93km si fanno sentire e la nanna è a tratti potente.

L’indomani mattina, una colazione abbondante e la Vetrallese ci portano a Tuscania dove imbocchiamo la SP “Tarquiniese”.

Dopo pochi km deviamo sulla sinistra per il borgo agricolo di Montebello per una strada ondulata dapprima asfaltata e infine sterrata (bellissima!) che ci porta a pochi km dalla città etrusca.

La voglia di spaghetti con le vongole ci fa puntare dritti a mare dove, in effetti, il sogno si concretizza ( a dire il vero c’era anche una frittura ed un buon bianco di rifinitura…)

 

Un treno soppresso ci ha portato a Roma Termini verso sera.

 

clicca qui per vedere qualche foto/video

Hanno partecipato volontariamente:

Anastasia e la sua Lombardo marathon Amantea

Patrizia e la sua Trek Mtb supercarica

Massimo e la sua Surly allroad verdina

Paolo e la sua Cinelli Racing gp

Luca e la sua Cinelli Gazzetta della Strada allroad

Jack Lumino e la sua Specialized megatrip

Massimo2 e la sua MTB trek Xc carbon

Alberto e la sua Touring SLX

Simone e la sua Cinelli Hobootleg carbonroad

Gianpiero e la sua transappenninica Bressan

 

 

da Orte ad Orvieto

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5marDomenica 5 marzo abbiamo pedalato da Orte ad Orvieto (vedi qui la mappa), si è vero, pioveva e abbiamo a lungo sperato che smettesse ma non è stato così, almeno non subito. Questo ha comportato qualche comprensibile defezione ma fa parte del gioco.

Individuata la carrozza bici in fondo al treno, ci siamo accomodati e in una mezz’oretta eravamo ad Orte. Usciti dalla stazione la pioggia non era forte ma, a suo modo, implacabile.

In pratica i 20 km di salita per Amelia, non sono mai duri ma la pioggia ha complicato un pochino le cose e reso la pedalata meno piacevole.

In meno di un’ora eravamo al nostro Bar di fiducia  all’entrata di Amelia, cercando di riprenderci sorseggiando e mangiando qualcosa di caldo.

Il tempo non accennava a migliorare e, dopo qualche dubbio sul continuare o meno, abbiamo rinforcato le bici e puntato il percorso programmato.

La strada saliva ancora per qualche km fino al punto più alto del giro (circa 500m), poi finalmente abbiamo avuto un po’ di tregua. Qui, tra Lugnano e Guardea, complici la discesa e la rinnovata pioggia, abbiamo inziato a sentire veramente freddo, nonostante gli 8° non fossero niente di proibitivo.

Il vantaggio della discesa è che finisce abbastanza presto, così ,con uno sprazzo di lucidità, abbiamo riconosciuto la trattoria  dove pensavamo di mangiare e, sgocciolanti, vi ci siamo infilati dentro.

Tra il camino, il buon cibo e i vestiti di ricambio custoditi dalle nostre infallibili Ortlieb, ci siamo nettamente ripresi, poi il sole che ha fatto capolino ci ha accompagnato nei 10 km di pianura che ci separavano ancora da Orvieto scalo.

In poco più di un’ora di treno eravamo di nuovo a Tiburtina.

Hanno partecipato a questa cicloscampagnata:

  • Tommaso e la sua “B’twin Sora”
  • Luca e la sua “Wilier centenario 105”
  • Simone e la sua “Cinelli Hobootleg stradalizzata”
  • Gianpiero e la sua “Bressan verdegialla”

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domenica 22 gennaio: una pedalata per Leo

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domenica 22 gennaio: una pedalata per Leo*

Vorremmo che questa pedalata diventasse un appuntamento fisso annuale e… ci impegneremo affinché lo diventi.

Ci siamo visti allimg-20140608-00632e 9 al negozio e ci ha fatto molto piacere che Antonella sia passata a salutarci.

Dopo un caffè, e l’arrivo di qualche ritardatario, siamo partiti prendendo la ciclabile a “prato della signora”  e abbiamo pedalato sul classico tracciato cittadino, in alcune parti addirittura con asfalto nuovissimo, purtroppo invece la chiusura all’altezza di Portaportese è ancora irrisolta.

Poco più avanti, in zona Magliana, ci siamo ricordati che Leo l’ultima volta ci aveva fatto vedere una chiesetta e, quando ci siamo passati davanti, a me e Simone è scappato un sorriso…

Dopo aver contrastato  una macchina che girava sulla ciclabile (con l’aiuto fondamentale di Jack the cop) siamo usciti dalla pista, pedalando esattamente in un mucchio di “monnezza” in una strada curiosa che ci ha portato alla stazione di tor di Valle.

Prima un ponte  e poi un sottopasso pedonale ci hanno catapultato al Torrino, da qui, in sequenza il parco dei fumetti, Mezzocamino,  Vitinia.
Una piccola sosta ad un bar casuale ci ha permesso di bere qualcosa e assaggiare degli ottimi nonché prematuri bignè di san Giuseppe ma anche di decidere che, vista l’ora, non era il caso di arrivare al mare di Ostia.

Nel mezzo si è pedalato anche su un po’ di sterrata adiacente alla Colombo,  giunti poi ad Acilia, la via dei Pescatori, teoricamente percorso ciclabile, ci ha portato a ridosso di  Ostia Antica, che fa sempre la sua egregia figura.

Le 13 erano passate e per dei professionisti come noi, la pancia iniziava a soffrire, quindi abbiamo imboccato la “veloce” via della Scafa che ci ha permesso di attraversare il Tevere.

Per strade deserte pedaliamo in una Isola Sacra deserta, (di domenica a quest’ora tutti fanno pappa) e alle 14,20 arriviamo alla Darsena e mangiamo li in una trattoria che pensiamo sia un’altra….ma in fondo va bene lo stesso!

Con la pancia piena andiamo un attimo a vedere il mare, grigetto come il cielo, e poi ancora 7 km di bici: al volo, il treno delle 17,02 da parco Leonardo è nostro.

Se siete curiosi di conoscere il percorso che abbiamo fatto, date un occhiata qua:
Se invece volete vedere qualche foto cliccate qui

Hanno partecipato a domenica 22 gennaio: una pedalata per Leo

  • Patriza e la sua “leggendaria” Tommasini rossa
  • Paolo e la sua Cinelli Racing “Rasta”
  • Amerigo e la sua MTB”rulla-asfalto”
  • Emiliano e la sua Brompton arancio”all-round”
  • Luca e la sua”indomabile” Cinelli Gazzetta della Strada
  • Jack e la sua”supersonica” Cube-Dura-ace
  • Daniele e la sua Brompton nera”tuttofare”
  • Simone e la sua Cinelli Hobootleg”show-the-route”
  • Gianpiero e la sua”smeraldina” Bressan

 

* Raffaele Villante, per noi e per molti altri “Leo” è (stato) un nostro cliente e amico.
Con lui abbiamo iniziato a confrontarci sui viaggi in bici e, in qualche modo, a sviluppare in negozio la nostra passione per il viaggio.
Ha partecipato alla prima cicloscampagnata ZTL ed è stato il nostro primo acquirente di una bici da viaggio (Cinelli racing rats).
Per questo e tanto altro rimarrà sempre una fonte di ispirazione delle nostre pedalate.
A dicembre 2016 ha smesso di pedalare su questa terra.

In Tuscia da Orvieto a Montalto

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wp_20161126_10_05_39_proDomenica mattina presto abbiamo preso il treno alla stazione Tiburtina e prima delle 9 già eravamo sui pedali.

Freddino, nebbia e 4 km di salita per salire dallo scalo alla bellissima cittadina umbra.

Dopo una prima colazione in piazza Duomo e un vano tentativo di visitarlo (era in corso una S.Messa e le visite sono proibite), picchiamo in discesa per inerpicarci lentamente sulla SS71 (umbro-casentinese) in direzione Montefiascone.

Dopo pochi km svoltiamo a sinistra verso Bagnoregio, sempre in salita a tratti abbastanza dura, attraversiamo piccole frazioni e solitari altipiani prima di raggiungere la cittadina che sovrasta la famosa “Civita”.

Ne rimaniamo al di fuori perchè le bici non possono entrare e, dopo qualche foto, mangiamo e ci riscaldiamo al sole.

Quando ripartiamo c’è ancora un po’ salita, ma presto iniziano dei  fantastici saliscendi (un po’ più scendi) che invitano ad una velocità più sostenuta. A tratti sulla destra vediamo Montefiascone che si affaccia sul lago di Bolsena, ma noi proseguiamo dritti in direzione Viterbo.

Circa 6 km prima svoltiamo a sinistra per l’antica città di Ferento di cui rimane il bellissimo teatro, le terme e il decumano, e ususfruiamo di una visita guidata di un’ associazione che volontariamente gestisce il sito: oltre che ben fatta la visita è anche ad offerta libera.wp_20161126_14_36_27_pro

Finita la visita sono le 15.00 e gli ultimi 15 km li facciamo un po’ di corsa per non arrivare col buio.

All’agriturismo, come sempre accade, siamo accolti fantasticamente e possiamo tranquillamente rilassarci, rifocillarci e, infine, riposarci.

La mattina dopo partiamo con calma verso le 10,30 e visitiamo alcune delle bellezze di Tuscania su cui primeggiano la chiesa di S.Pietro e il belvedere di Torre Lavello.

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Dopo un caffè torniamo in sella e prendiamo la strada per Canino: è bellissima, solitaria e squisitamente pedalabile.

Boschetti di querce e radure si alternano e raggiungiamo prima Arlena di Castro e poi Tessennano dove mangiamo dei panini al sole su una panchina all’inizio dell’abitato. Entrambi i paesi di Domenica all’ora di pranzo sono fantasticamente silenziosi e vuoti.

Ancora qualche salitella e raggiungiamo Canino, da qui fino a Montalto è quasi tutta discesa, leggermente più trafficata ma comunque bella.

Arriviamo un’ora prima del treno delle 16,18 e…….. purtroppo il bar della stazione la domenica è chiuso!

A proposito, il tramonto sul mare che vediamo dal treno è strabiliante!

 

Questa volta hanno pedalato:
  Francesca e la sua Lomabardo touring Sora (modificata con la tripla)
  Giacomo-JackLumino con la sua Cinelli Hobootleg mixed Salsa Woodchipper
  Gianpi e la sua Bressan verdegialla

ZTL alla GF di Roma

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Dovevamo essere in 6 ma alla fine siamo in 3.

L’appuntamento con Simone è alle 6 a Ponte Nomentano, è ancora buio, con luci montate per raggiungere la partenza ai Fori Imperiali. Sono i primi 10 km, molto belli nel silenzio di una domenica mattina, freschino ma non troppo.

Quando arriviamo (le 6,25 circa) ci sono già diverse centinaia di bici nelle griglie di partenza.

Qui, dopo un po’, ci raggiunge Daniele, mentre aspettiamo la partenza ci si scruta a vicenda con le persone si scambiano chiacchiere occasionali, si commentano gli esaltati in assetto “Roubaix/Giro d’Italia” e cose simili…

Partiti, si punta Piazza Venezia e per 5 km pedaliamo dentro Roma per una sorta di “prologo” non cronometrato che servirà a snellire il gruppo; ogni tanto ci si ferma perchè siamo veramente tanti (sapremo dopo, più di 5000) e ogni tanto ci si intoppa.

Dopo circa 40 minuti si ripassa alla partenza e qui parte il cronometro ufficiale.

Si va verso la Colombo poi sull’Ardeatina, a gruppetti.
In una rotatoria sento uno schianto dietro di me, con la coda dell’occhio vedo una bici che scivola e ne prende un’ altra. Lo schianto del carbonio sull’asfalto è un rumore sinistro che non vorresti mai sentire.
Siamo in un ambiente a metà tra campagna e città e ora rientriamo sull’Appia a Capannelle, qui c’è il primo ristoro, si beve qualcosa, una pisciatina (non vi dico dove…) e si riparte.
Ogni tanto si scorge qualcuno vestito per l'”Imperiale” con bici d’epoca, incrociamo qualche cliente di ZTL e, come non potremmo, notiamo un paio di brompton che vanno alla grande.
Usciti dal GRA si pedala verso Albano e si inizia a salire, ad un semoforo inizia la salita più duretta (via di “Spinabella”) circa 3km al 5-6% e arriviamo a Castel Gandolfo, ci aspettiamo l’un l’altro per picchiare in discesa sul lungo lago dove ci facciamo una foto e ripartiamo verso l’altro strappo impegnativo che ci fa risalire sulla via dei laghi (altri 3km circa con pendenze simili al precedente).
Qui chi ha scelto il percorso lungo si inoltra verso i Pratoni del Vivaro, noi scendiamo per poi risalire a Marino dove c’è un ristoro più importante. Ci si ferma in tanti e mangiamo un po’ di frutta e piccoli panini.

Ora picchiamo in una pericolosa discesa, scopriamo infatti che la strada non è più solo per noi, e con saliscendi rientriamo sulla via dei laghi all’altezza di Ciampino; questo è anche il tratto dove i più veloci del percorso lungo ci raggiungono e, ovviamente, ci passano a velocità quasi doppia.

Attraversiamo l’Appia nuova e per via di Fioranello e altre strade di amena campagna  pedaliamo sull’Ardeatina che ci porta all’arrivo di Porta San Sebastiano (tempo ufficiale Mysdam, incluse le soste: 3h37′), dove rimaniamo incastrati per un po’!

Genialmente viene piazzato  uno stand di ristoro subito dopo la porta, quindi,  rimaniamo tutti bloccati per una decina di minuti: in generale ci sentiamo tranquilli nell’ affermare che l’organizzazione è sicuramente migliorabile su alcune cose.!

Usciti dall’ingorgo….birretta d’obbligo al Villaggio allestito a Caracalla (dove incrociamo anche la sindaca Raggi) e poi a casa… che qui c’è veramente troppo casino!

Tuttosommato e’ stata una bellissima giornata nonostante le previsioni pessime ed è anche stata la prima esperienza di gara con una qualche ufficialità, del resto ci è servito a capire che siamo decisamente dei cicloturisti !

gp

 

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Domenica 9 ottobre 2016
Simone (Cinelli, Hobootleg)
Daniele (Kona,  Honky Tonk)
Gianpiero (Cinelli, Saetta),

Campo Imperatore

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wp_20160913_12_47_12_pro Chissà come può essere bello salire a Campo Imperatore in un tranquillo giorno di fine estate?

Qualche giorno fa è saltata fuori questa domanda: con un po’ di organizzazione ed il supporto fondamentale di chi rimaneva in negozio, oggi, abbiamo deciso di andare in 3.

Intanto vi diciamo una cosa, il 13 settembre (infrasettimanale), in una delle maggiori attrazioni turistiche del centro Italia (Campo Imperatore=GranSasso) c’è poca gente, i pochi locali aperti sono dimessi e pronti all'”anonimato” che porta l’autunno da queste parti.

Il percorso è piuttosto impegnativo, almeno per gente come noi, ma di rara bellezza.

Fatta eccezione per qualche macchina olandese ed un furgone tedesco, abbiamo visto montagne, mucche cavalli, pecore, cani pastore, pastori, ed un omino che vendeva il suo formaggio.

C’è stato sole fino ai 1800 mslm, poi freddino e pioggia fino a su, fortuna che lo storico Albergo era aperto: vi abbiamo trovato riparo e ristoro. Dopo circa un’ora e mezza la pioggia era molto diminuita e siamo ripartiti.

Anche la discesa è molto bella, un po’ insidiosa all’inizio (complice la pioggia), bellissima e più armoniosa dopo.

In tutto circa 3 ore a salire, inclusa qualche breve sosta per sgranocchiare e bere qualcosa, la metà a scendere.

Per dare un’idea ancora più pratica siamo saliti intorno ai 9-10km/h di media (ma alcuni tratti ad 8 e alla fine anche a 6) mentre a scendere si sono superati anche i 60 km/h.

Ah, Il bar subito a sinistra arrivando a fonte Cerreto è molto accogliente ed ha ottimo cibo ed un buon caffè!

Nonostante avessi scordato il casco (avevo solo un berrettino sottocasco), ed  avessi gli strascichi di un fastidioso mal di gola, è  stata sicuramente una delle migliori cicloscampagnate di cui abbia memoria.

gp

Martedì 13 settembre 2016
Simone (Cinelli, “road” Hobootleg)
Daniele (Kona, “smooth” Honky Tonk)
Gianpiero (Cinelli, “wobbling” Saetta),

 

per vedere la mappa clicca qui:

https://www.bikemap.net/en/route/3776382-fonte-cerreto-campo-imperatore/

per vedere altre foto clicca qui:

https://1drv.ms/a/s!Ar8nEhkewHrmg6tNAi11lvcxyhw_iA

una domenica di sole al lago del Turano

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Domenica 22 maggio, tempo splendido con promessa di caldo.

Siamo in 7 e ci si vede tutti alle 7,20  a Tiburtina per prendere il treno delle 7,40 che arriverà a Carsoli alle 9,10. Insomma un caffè veloce e siamo al binario.

Questo sempre in teoria perchè il ritardo sfiora 1 ora e scendiamo dopo le 10.

Un breve digressione nella piazza centrale di Carsoli dove un bar/chiosco ci permette di partire con il piede giusto dal punto di vista calorico (caffè/cornette, pizzette, etc…)

Riempiamo le borracce alla fontanella e si parte; neanche usciamo dal paese che incappiamo in una processione paesana che ci ricorda che ogni paese, ancor più nell’Italia “interiore”, ha le sue tradizioni religiose o pagane che siano.

Riusciamo comunque a svicolare e prendere la SP34 Turanense che si dirige con un mirabile falsopiano in discesa verso il lago omonimo.

Tutto è molto verde,  azzurro,  bello. Sono circa 20km e faticando praticamente zero arriviamo a Castel di Tora, anche il traffico è veramente scarso, fatta eccezione per qualche moto in assetto “Superbike”.

Al ponte che attraversa il lago ci fermiamo ad un bel bar/ristorantino che si affaccia sullo specchio d’acqua (vedi foto): chi prende l’ennesimo caffè, chi va di birretta e patatine, chi addirittura fragole con panna (…e non sono neanche le 12, …che classe!)

Risaliamo sulle bici consapevoli che nel giro di poco affronteremo una salita impegnativa che ci porterà a svalicare a circa 900mt e picchiare successivamente su Poggio Moiano.

La vera salita è di circa 6 km con una pendenza media del 7% e punte sopra il 10%, insomma per cicloturisti urbani come noi non  è una passeggiata.

Saliamo un po’ sgranati ma ogni tanto ci si incontra e sorpassa vicendevolmente:  “scherzetto” l’ultimo km è proprio quello più duro! in ogni caso ci aspettiamo tutti su al valico, beviamo, e qualcuno si mette una  protezione  antivento per affrontare la discesa che si dimostrerà quasi più impegnativa della salita.

E’ veramente un attimo, in pochi minuti siamo al paese e alla Trattoria: sono le 13.

Qui ci raggiungono 2 mogli e 2 bimbi e il pasto è ancora più piacevole, nonostante una comunione di 70 persone costituisca un oggettivo ostacolo alla tranquillità.

Così, per inciso, la pappa è eccellente!

Belli riposati e sazi riagganciamo i pedali e tracciamo linee bellissime sulla Salaria vecchia, da qui a Passo Corese c’è ancora tanta discesa solo raramente interrotti da piccoli tratti di salita.

Facciamo comunque a tempo ad incontrare (Corese Terra?) un’altra processione di paese ma poi ancora in discesa arriviamo in stazione dove prendiamo il treno delle 16,40.

Un po’ alla spicciolata ognuno scende alla “sua” fermata e torna a casetta.

Bella.

Alla prossima!

per vedere qualche altra foto clicca qui                             per vedere il video clicca qui

 

I partecipanti di questa cicloscampagnata:

  • Anastasia e la sua bianca Lombardo Amantea city
  • Sara e la sua Scott mtb arancione
  • Tiziana e la sua bici in acciaio blu intenso
  • Luca e la sua Gazzetta della strada bel grigio
  • Thomas e la sua Cinelli Zydeco metal italo
  • Simone e la sua Cinelli Hobootleg modificata
  • Gianpiero e la sua rossa Cinelli Saetta

 

 

Foligno-Ancona

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Nocera umbra

Nocera umbra

Domenica 20 marzo, bel tempo. Treno regionale veloce delle 8,07 a Tiburtina.

 

Alle biglietterie incontriamo amici cicloturisti che vanno ad Assisi, noi a Foligno per provare le tappe 5-6-7 della Transappenninica.

Poco prima delle 10 scendiamo a Foligno e andiamo a vedere la piazza del duomo (un buon caffè con focaccia nel bel bar adiacente la chiesa), poi cerchiamo e troviamo l’Ostello di Foligno, possibile punto di pernotto, in un bel palazzotto seicentesco (palazzo Pierantoni).

Brompton

Compatta e stabile nonostante le ruote da 16”, una bici sola con virtualmente infinite configurazioni... Leggi tutto

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Sono ormai 30 anni che questo marchio, originario della California, produce biciclette di qualità per gli spostamenti in città. Presenta biciclette pieghevoli con ruote da 16,18,20,24,26 pollici.... Leggi tutto

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