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Categoria: Ciclostorie Ztl

Storie di viaggi in bici in italia e all’estero

Alla faggeta dei Cimini

Sabato 21 luglio – Alla faggeta dei Cimini

https://www.bikemap.net/en/r/4542323/

In modo del tutto estemporaneo decidiamo con Luca di farci un giretto di sabato pomeriggio.

Io volevo usare la mia Saetta e dovevo poi andare alla Bicoca mentre Luca voleva provare la sua Wilier in “assetto” viaggio con le borse da “bike packing“.

In modo ancor più occasionale si è aggiunto Paolo con la sua Brompton S6E.

Siamo partiti all’altezza di San Martino sulla SP 39 Valle di Vico che insieme alla Cassia Cimina compie il giro superiore del lago di Vico.

I primi km sono in ombra e in totale discesa: stare sotto i 40km, anche volendo, è praticamente impossibile, poi un tratto di pianura costeggia gli stabilimenti ed i bar (Punta del lago) utili per chi va a farsi un bagno.

Arrivati ad un bivio si svolta a sinistra sulla Cimina in direzione Viterbo/Soriano, qui la strada inizia a salire mai dura tranne un km verso la fine dove ad occhio si sta intorno all’8%.

Nel frattempo si è rientrati all’ombra dei tanti alberi e si arriva ad un ulteriore bivio. Il giro del lago è quasi completo, la macchina a questo punto dista 5km e Paolo, al suo primo giro extracittadino e con la Brompton, decide di raggiungerla.

Luca ed io decidiamo invece di salire alla faggeta, luogo fresco e molto bello; si scende un po’ verso Soriano/Canepina e, dopo un paio di bivii, si svolta a sinistra.

Sono 5km ma i primi 2 sono quasi in discesa, si arriva ad una costruzione tipo ostello/foresteria e c’è una fonte dove poter bere (lo facciamo!).

Poi inizia la salita, tipo il 6-7% per 2km e poi l’ultimo sul 10%.

Nel frattempo al piazzale su ci ha raggiunto Paolo con la macchina e, parecchio soddisfatti, ci scoliamo una biretta e mangiamo qualcosa.

Dopo una mezz’oretta di riposo rinforchiamo le bici e , facendo la strada al contrario, torniamo prima sul bordo del lago e poi alla macchina.

 

Domenica 15 Aprile: Carsoli, Pietrasecca, Pescorocchiano, lago del Salto, Fiumata, Borgorose, Avezzano

Il giro che avevamo in mente non era esattamente questo!

Sveglia alle 6, appuntamento alle 6,40 e partenza da Tiburtina alle 7,10 verso l’Abruzzo.

Dopo una colazione al “baretto” in piazza a Carsoli verso le 9,30, essendo in pochi e pedalando con un buon ritmo, siamo arrivati a Pescorocchiano poco dopo le 11.

In quel momento ho proposto, malauguratamente, di allungare un po’ (senza sapere quanto !?) e scendere al lago del Salto per poi piegare verso Borgorose.

Avevo in mente il vicino lago del Turano da cui si esce verso Carsoli con un falsopiano di una ventina di km e, forse, 100 mt di dislivello in tutto, una roba da un’oretta…

Beh, qui non è così, i km per la birreria del Borgo (Borgorose – zona industriale) sono 30 ma con circa 600mt di dislivello !

Non tutti eravamo in gran forma e quindi le maledizioni si sono sprecate e ci abbiamo messo più di 2 ore, oltre alla stanchezza, la fame si è fatta sentire.

Solo alle 14,30 iniziamo a mangiare (divorare) una serie di “cosucce” e apprezzare le varie tipologie di birre che, elegantemente, producono da queste parti.

Verso le 15,10 ci rendiamo conto che, se vogliamo avere una qualche probabilità di percorrere i 25 km in poco più di un’ora, ci dobbiamo muovere; per lo stesso motivo scegliamo di abbandonare l’idea di Tagliacozzo e puntare su Avezzano, leggermente più vicina.

Per fortuna i km sono veramente facili e, attraversando Magliano e Cappelle de’ Marsi arriviamo in stazione con una buona mezz’ora d’anticipo.

Bella pedalata, stancante, buona la Birra….ne è valsa la pena !

 

Hanno pedalato:

  • Anastasia e la sua allround Lombardo Amantea
  • Massimo e la sua Trek tuttarossacarbonio
  • Luca e la sua Wilier Leocentenario
  • Simone e la sua Hobocustom
  • Gianpiero e la sua Bressanverdesmeraldo

 

 

Cesano-Fiumicino

Cicloscampagnata di domenica 28 gennaio 2018,  da Cesano a Fiumicino, in ricordo del nostro amico Leo.

Al primo piano della stazione  Tiburtina prendiamo il primo caffè.

Tra chi sale prima e chi sale dopo alla fine siamo in 10, pedalatori affezionati delle cicloscampagnate ZTL e new entry tra cui spicca il figlio di Simone quasi dodicenne e 2 amici di FIAB RuotaLibera.

Usciti dalla stazione in compagnia degli scout ci fermiamo, come da prassi, al primo bar per caffè cornetti e quant’altro.

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Cori, Norma e Bassiano

Dopo alcune defezioni dell’ultimi giorni, il gruppetto si è formato, saremo solo in 4 (Marco, Alberto, Simone e Gianpiero) ma anche essere in pochi ha il suo fascino.

La Temperatura è piuttosto mite ed in poco più di mezz’ora ci ritroviamo a Cisterna a cercare la strada per Cori. I dubbi in realtà sono pochi e la bella strada ondulata si insinua tra olivi, kiwi e vigne.

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Andare a vedere cosa è successo al limite della nostra regione poco più di un anno fa, circa 300 morti e un paese, bello, praticamente annientato.
Con la macchina fino a Montereale e, poi, in punta di pedali col mezzo più silenzioso, senza disturbare i tanti che ancora lavorano per dare un futuro a quei posti.

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Transappenninica 2017

Transappenninica 2 (17-19 giugno 2017)

La seconda edizione del nostro giro estivo alla scoperta dell’Italia appenninica. Fantastico!

Questa volta avevamo solo 3 giorni e abbiamo deciso di omaggiare 3 dei 4 grandi gruppi montuosi abruzzesi (il Gran Sasso per questa volta ci perdonerà ma lo avevamo fatto a settembre…):

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Cicloscampagnata Francigena

Cicloscampagnata Francigena (13-14 maggio 2017)

In fondo il richiamo della “Francigena” ha funzionato. A partire siamo stati in dieci con bici che spaziavano dalla MTB XC alla stradale quasi pura. Partiti praticamente puntuali (8,20), imbocchiamo la Salaria fino a Castel Giubileo (è sicuramente il tratto meno affascinante) e, con il ponte ciclo-pedonale sotto il GRA, sbuchiamo a Labaro-Prima Porta.

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da Orte ad Orvieto

5marDomenica 5 marzo abbiamo pedalato da Orte ad Orvieto (vedi qui la mappa), si è vero, pioveva e abbiamo a lungo sperato che smettesse ma non è stato così, almeno non subito. Questo ha comportato qualche comprensibile defezione ma fa parte del gioco.

Individuata la carrozza bici in fondo al treno, ci siamo accomodati e in una mezz’oretta eravamo ad Orte. Usciti dalla stazione la pioggia non era forte ma, a suo modo, implacabile.

In pratica i 20 km di salita per Amelia, non sono mai duri ma la pioggia ha complicato un pochino le cose e reso la pedalata meno piacevole.

In meno di un’ora eravamo al nostro Bar di fiducia  all’entrata di Amelia, cercando di riprenderci sorseggiando e mangiando qualcosa di caldo.

Il tempo non accennava a migliorare e, dopo qualche dubbio sul continuare o meno, abbiamo rinforcato le bici e puntato il percorso programmato.

La strada saliva ancora per qualche km fino al punto più alto del giro (circa 500m), poi finalmente abbiamo avuto un po’ di tregua. Qui, tra Lugnano e Guardea, complici la discesa e la rinnovata pioggia, abbiamo inziato a sentire veramente freddo, nonostante gli 8° non fossero niente di proibitivo.

Il vantaggio della discesa è che finisce abbastanza presto, così ,con uno sprazzo di lucidità, abbiamo riconosciuto la trattoria  dove pensavamo di mangiare e, sgocciolanti, vi ci siamo infilati dentro.

Tra il camino, il buon cibo e i vestiti di ricambio custoditi dalle nostre infallibili Ortlieb, ci siamo nettamente ripresi, poi il sole che ha fatto capolino ci ha accompagnato nei 10 km di pianura che ci separavano ancora da Orvieto scalo.

In poco più di un’ora di treno eravamo di nuovo a Tiburtina.

Hanno partecipato a questa cicloscampagnata:

  • Tommaso e la sua “B’twin Sora”
  • Luca e la sua “Wilier centenario 105”
  • Simone e la sua “Cinelli Hobootleg stradalizzata”
  • Gianpiero e la sua “Bressan verdegialla”

 

 

domenica 22 gennaio: una pedalata per Leo*

Vorremmo che questa pedalata diventasse un appuntamento fisso annuale e… ci impegneremo affinché lo diventi.

Ci siamo visti allimg-20140608-00632e 9 al negozio e ci ha fatto molto piacere che Antonella sia passata a salutarci.

Dopo un caffè, e l’arrivo di qualche ritardatario, siamo partiti prendendo la ciclabile a “prato della signora”  e abbiamo pedalato sul classico tracciato cittadino, in alcune parti addirittura con asfalto nuovissimo, purtroppo invece la chiusura all’altezza di Portaportese è ancora irrisolta.

Poco più avanti, in zona Magliana, ci siamo ricordati che Leo l’ultima volta ci aveva fatto vedere una chiesetta e, quando ci siamo passati davanti, a me e Simone è scappato un sorriso…

Dopo aver contrastato  una macchina che girava sulla ciclabile (con l’aiuto fondamentale di Jack the cop) siamo usciti dalla pista, pedalando esattamente in un mucchio di “monnezza” in una strada curiosa che ci ha portato alla stazione di tor di Valle.

Prima un ponte  e poi un sottopasso pedonale ci hanno catapultato al Torrino, da qui, in sequenza il parco dei fumetti, Mezzocamino,  Vitinia.
Una piccola sosta ad un bar casuale ci ha permesso di bere qualcosa e assaggiare degli ottimi nonché prematuri bignè di san Giuseppe ma anche di decidere che, vista l’ora, non era il caso di arrivare al mare di Ostia.

Nel mezzo si è pedalato anche su un po’ di sterrata adiacente alla Colombo,  giunti poi ad Acilia, la via dei Pescatori, teoricamente percorso ciclabile, ci ha portato a ridosso di  Ostia Antica, che fa sempre la sua egregia figura.

Le 13 erano passate e per dei professionisti come noi, la pancia iniziava a soffrire, quindi abbiamo imboccato la “veloce” via della Scafa che ci ha permesso di attraversare il Tevere.

Per strade deserte pedaliamo in una Isola Sacra deserta, (di domenica a quest’ora tutti fanno pappa) e alle 14,20 arriviamo alla Darsena e mangiamo li in una trattoria che pensiamo sia un’altra….ma in fondo va bene lo stesso!

Con la pancia piena andiamo un attimo a vedere il mare, grigetto come il cielo, e poi ancora 7 km di bici: al volo, il treno delle 17,02 da parco Leonardo è nostro.

Se siete curiosi di conoscere il percorso che abbiamo fatto, date un occhiata qua:
Se invece volete vedere qualche foto cliccate qui

Hanno partecipato a domenica 22 gennaio: una pedalata per Leo

  • Patriza e la sua “leggendaria” Tommasini rossa
  • Paolo e la sua Cinelli Racing “Rasta”
  • Amerigo e la sua MTB”rulla-asfalto”
  • Emiliano e la sua Brompton arancio”all-round”
  • Luca e la sua”indomabile” Cinelli Gazzetta della Strada
  • Jack e la sua”supersonica” Cube-Dura-ace
  • Daniele e la sua Brompton nera”tuttofare”
  • Simone e la sua Cinelli Hobootleg”show-the-route”
  • Gianpiero e la sua”smeraldina” Bressan

 

* Raffaele Villante, per noi e per molti altri “Leo” è (stato) un nostro cliente e amico.
Con lui abbiamo iniziato a confrontarci sui viaggi in bici e, in qualche modo, a sviluppare in negozio la nostra passione per il viaggio.
Ha partecipato alla prima cicloscampagnata ZTL ed è stato il nostro primo acquirente di una bici da viaggio (Cinelli racing rats).
Per questo e tanto altro rimarrà sempre una fonte di ispirazione delle nostre pedalate.
A dicembre 2016 ha smesso di pedalare su questa terra.

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wp_20161126_10_05_39_proDomenica mattina presto abbiamo preso il treno alla stazione Tiburtina e prima delle 9 già eravamo sui pedali.

Freddino, nebbia e 4 km di salita per salire dallo scalo alla bellissima cittadina umbra.

Dopo una prima colazione in piazza Duomo e un vano tentativo di visitarlo (era in corso una S.Messa e le visite sono proibite), picchiamo in discesa per inerpicarci lentamente sulla SS71 (umbro-casentinese) in direzione Montefiascone.

Dopo pochi km svoltiamo a sinistra verso Bagnoregio, sempre in salita a tratti abbastanza dura, attraversiamo piccole frazioni e solitari altipiani prima di raggiungere la cittadina che sovrasta la famosa “Civita”.

Ne rimaniamo al di fuori perchè le bici non possono entrare e, dopo qualche foto, mangiamo e ci riscaldiamo al sole.

Quando ripartiamo c’è ancora un po’ salita, ma presto iniziano dei  fantastici saliscendi (un po’ più scendi) che invitano ad una velocità più sostenuta. A tratti sulla destra vediamo Montefiascone che si affaccia sul lago di Bolsena, ma noi proseguiamo dritti in direzione Viterbo.

Circa 6 km prima svoltiamo a sinistra per l’antica città di Ferento di cui rimane il bellissimo teatro, le terme e il decumano, e ususfruiamo di una visita guidata di un’ associazione che volontariamente gestisce il sito: oltre che ben fatta la visita è anche ad offerta libera.wp_20161126_14_36_27_pro

Finita la visita sono le 15.00 e gli ultimi 15 km li facciamo un po’ di corsa per non arrivare col buio.

All’agriturismo, come sempre accade, siamo accolti fantasticamente e possiamo tranquillamente rilassarci, rifocillarci e, infine, riposarci.

La mattina dopo partiamo con calma verso le 10,30 e visitiamo alcune delle bellezze di Tuscania su cui primeggiano la chiesa di S.Pietro e il belvedere di Torre Lavello.

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Dopo un caffè torniamo in sella e prendiamo la strada per Canino: è bellissima, solitaria e squisitamente pedalabile.

Boschetti di querce e radure si alternano e raggiungiamo prima Arlena di Castro e poi Tessennano dove mangiamo dei panini al sole su una panchina all’inizio dell’abitato. Entrambi i paesi di Domenica all’ora di pranzo sono fantasticamente silenziosi e vuoti.

Ancora qualche salitella e raggiungiamo Canino, da qui fino a Montalto è quasi tutta discesa, leggermente più trafficata ma comunque bella.

Arriviamo un’ora prima del treno delle 16,18 e…….. purtroppo il bar della stazione la domenica è chiuso!

A proposito, il tramonto sul mare che vediamo dal treno è strabiliante!

 

Questa volta hanno pedalato:
  Francesca e la sua Lomabardo touring Sora (modificata con la tripla)
  Giacomo-JackLumino con la sua Cinelli Hobootleg mixed Salsa Woodchipper
  Gianpi e la sua Bressan verdegialla

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