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In Tuscia da Orvieto a Montalto

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wp_20161126_10_05_39_proDomenica mattina presto abbiamo preso il treno alla stazione Tiburtina e prima delle 9 già eravamo sui pedali.

Freddino, nebbia e 4 km di salita per salire dallo scalo alla bellissima cittadina umbra.

Dopo una prima colazione in piazza Duomo e un vano tentativo di visitarlo (era in corso una S.Messa e le visite sono proibite), picchiamo in discesa per inerpicarci lentamente sulla SS71 (umbro-casentinese) in direzione Montefiascone.

Dopo pochi km svoltiamo a sinistra verso Bagnoregio, sempre in salita a tratti abbastanza dura, attraversiamo piccole frazioni e solitari altipiani prima di raggiungere la cittadina che sovrasta la famosa “Civita”.

Ne rimaniamo al di fuori perchè le bici non possono entrare e, dopo qualche foto, mangiamo e ci riscaldiamo al sole.

Quando ripartiamo c’è ancora un po’ salita, ma presto iniziano dei  fantastici saliscendi (un po’ più scendi) che invitano ad una velocità più sostenuta. A tratti sulla destra vediamo Montefiascone che si affaccia sul lago di Bolsena, ma noi proseguiamo dritti in direzione Viterbo.

Circa 6 km prima svoltiamo a sinistra per l’antica città di Ferento di cui rimane il bellissimo teatro, le terme e il decumano, e ususfruiamo di una visita guidata di un’ associazione che volontariamente gestisce il sito: oltre che ben fatta la visita è anche ad offerta libera.wp_20161126_14_36_27_pro

Finita la visita sono le 15.00 e gli ultimi 15 km li facciamo un po’ di corsa per non arrivare col buio.

All’agriturismo, come sempre accade, siamo accolti fantasticamente e possiamo tranquillamente rilassarci, rifocillarci e, infine, riposarci.

La mattina dopo partiamo con calma verso le 10,30 e visitiamo alcune delle bellezze di Tuscania su cui primeggiano la chiesa di S.Pietro e il belvedere di Torre Lavello.

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Dopo un caffè torniamo in sella e prendiamo la strada per Canino: è bellissima, solitaria e squisitamente pedalabile.

Boschetti di querce e radure si alternano e raggiungiamo prima Arlena di Castro e poi Tessennano dove mangiamo dei panini al sole su una panchina all’inizio dell’abitato. Entrambi i paesi di Domenica all’ora di pranzo sono fantasticamente silenziosi e vuoti.

Ancora qualche salitella e raggiungiamo Canino, da qui fino a Montalto è quasi tutta discesa, leggermente più trafficata ma comunque bella.

Arriviamo un’ora prima del treno delle 16,18 e…….. purtroppo il bar della stazione la domenica è chiuso!

A proposito, il tramonto sul mare che vediamo dal treno è strabiliante!

 

Questa volta hanno pedalato:
  Francesca e la sua Lomabardo touring Sora (modificata con la tripla)
  Giacomo-JackLumino con la sua Cinelli Hobootleg mixed Salsa Woodchipper
  Gianpi e la sua Bressan verdegialla

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