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da Orte ad Orvieto

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5marDomenica 5 marzo abbiamo pedalato da Orte ad Orvieto (vedi qui la mappa), si è vero, pioveva e abbiamo a lungo sperato che smettesse ma non è stato così, almeno non subito. Questo ha comportato qualche comprensibile defezione ma fa parte del gioco.

Individuata la carrozza bici in fondo al treno, ci siamo accomodati e in una mezz’oretta eravamo ad Orte. Usciti dalla stazione la pioggia non era forte ma, a suo modo, implacabile.

In pratica i 20 km di salita per Amelia, non sono mai duri ma la pioggia ha complicato un pochino le cose e reso la pedalata meno piacevole.

In meno di un’ora eravamo al nostro Bar di fiducia  all’entrata di Amelia, cercando di riprenderci sorseggiando e mangiando qualcosa di caldo.

Il tempo non accennava a migliorare e, dopo qualche dubbio sul continuare o meno, abbiamo rinforcato le bici e puntato il percorso programmato.

La strada saliva ancora per qualche km fino al punto più alto del giro (circa 500m), poi finalmente abbiamo avuto un po’ di tregua. Qui, tra Lugnano e Guardea, complici la discesa e la rinnovata pioggia, abbiamo inziato a sentire veramente freddo, nonostante gli 8° non fossero niente di proibitivo.

Il vantaggio della discesa è che finisce abbastanza presto, così ,con uno sprazzo di lucidità, abbiamo riconosciuto la trattoria  dove pensavamo di mangiare e, sgocciolanti, vi ci siamo infilati dentro.

Tra il camino, il buon cibo e i vestiti di ricambio custoditi dalle nostre infallibili Ortlieb, ci siamo nettamente ripresi, poi il sole che ha fatto capolino ci ha accompagnato nei 10 km di pianura che ci separavano ancora da Orvieto scalo.

In poco più di un’ora di treno eravamo di nuovo a Tiburtina.

Hanno partecipato a questa cicloscampagnata:

  • Tommaso e la sua “B’twin Sora”
  • Luca e la sua “Wilier centenario 105”
  • Simone e la sua “Cinelli Hobootleg stradalizzata”
  • Gianpiero e la sua “Bressan verdegialla”

 

 

Commenti (2)

  • Paolo Andruccioli

    Eroici. Spero non abbiate pensato che l’ho fatto apposta a non venire. Non era una scusa la partenza di mio figlio Giacomo per l’Inghilterra. Quello che mi fa rabbia è che le cose debbano sempre coincidere. Mi ricordo di quella volta che sono venuto con voi per una cicloscampagnata rinunciando all’incontro di karate sempre di Giacomo…. Ma sarà per la prossima, sperando nel bel tempo. .In ogni caso dal racconto che fate penso avrei temuto soprattutto la discesa

    ciao a tutti

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