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Categoria: Ciclostorie Ztl

Storie di viaggi in bici in italia e all’estero

Foligno-Ancona

Nocera umbra
Nocera umbra

Domenica 20 marzo, bel tempo. Treno regionale veloce delle 8,07 a Tiburtina.

 

Alle biglietterie incontriamo amici cicloturisti che vanno ad Assisi, noi a Foligno per provare le tappe 5-6-7 della Transappenninica.

Poco prima delle 10 scendiamo a Foligno e andiamo a vedere la piazza del duomo (un buon caffè con focaccia nel bel bar adiacente la chiesa), poi cerchiamo e troviamo l’Ostello di Foligno, possibile punto di pernotto, in un bel palazzotto seicentesco (palazzo Pierantoni).

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P1050012 Domenica, bel tempo, siamo una ventina con parecchi bimbi. Pedaleremo tutti insieme alla scoperta di un pezzetto del nostro Quartiere che si incunea nel Municipio IV.

Partiamo dal parco davanti al negozio e dopo un piccolo tratto stradale tra piazza conca d’oro e la Nomentana arriviamo a Ponte Vecchio, da qui si entra subito sul sentiero dell’argine dell’Aniene.

Si formano di continuo gruppetti per affinità di amicizia o di pedalata o…di qualcos’altro. Ogni tanto però ci si riaspetta e si riforma il gruppone.

 

Un paio di volte si aggiungono ancP1050022he amici di amici… che non avuto il coraggio di arrivare alle 10 in negozio!

Pedaliamo ancora in questo, tutto sommato, angolo di vera natura che ogni giorno è a 2 passi dalle nostre case, verso le 12 arriviamo alla Tiburtina e quindi a Ponte Mammolo. Tornati un po’ indietro verso il parco ci si ferma a chicchierare e i bambini giocano e poi tutti a pappare al Giardino di Mia.

Qui, tra l’altro, ci raggiungono altri amici venuti “sportivamente” solo per mangiare.

Il  ritorno è tranquillo, sostanzialmente facendo il sentiero al contrario, usciamo però un po’ prima in corrispondenza di via Favignana, scendiamo da via Cimone per fermarci da Gori per un bel gelato,  e poi ci si saluta.

Alla prossima!

 

IMG_20151122_125210di Paolo Andruccioli

Vedere le onde del mare muoversi su un orizzonte di cielo autunnale è una bella sensazione. Ti ricorda certi quadri dei maestri italiani dell’inizio del XX secolo: ambienti sospesi, quasi senza tempo. E la sensazione che si prova è ancora più piacevole se si arriva al mare dopo una bella scampagnata in bici, una piacevole e facile pedalata che è stata organizzata dagli amici di Ztl il 22 novembre 2015. La partenza era fissata ai Castelli romani dove siamo arrivati in treno, dalla stazioneTermini ad Albano, dove abbiamo cominciato a pedalare. La compagnia era un po’ rimaneggiata rispetto ai nostri standard (per varie defezioni dovute a influenze di stagione o impegni di lavoro), ma in compenso si è arricchita della presenza di una nuova amica, Anna, che si è presentata con un bella bici vintage in acciaio leggero. Insieme ad Anna c’eravamo io, Gianpiero, Daniele (altra new entry) e Luca, l’ideatore della passeggiata al mare, avendola egli stesso già testata in precedenti usciti con la sua Cinelli Gazzetta della Strada.

Sapendo che avremmo dovuto attraversare i Castelli romani eravamo tutti un po’ preoccupati delle salite. In realtà la cicloscampagnata da Albano a Nettuno non è per niente faticosa o troppo impegnativa perché si parte già da una certa alezza (Albano) senza dover affrontare la scalata che si deve invece fare se si viene direttamente da Roma attraverso la via Appia. La conferma che non ci saremmo dovuti spaccare le gambe ci è venuta da due ferrovieri che vedendoci scendere dal treno ad Albano, hanno commentato così: “ve la siete presa comoda, eh!. La salitona l’avete scavallata in treno”. Ma tantè. Inutile fare gli eroi se l’obiettivo è quello di passare una piacevole giornata in bicicletta e andare a vedere il mare d’autunno.

Abbiamo quindi pedalato con calma verso Ariccia, che abbiamo attraversato ammirando il suo celebre ponte (una fama a dire il vero molto triste visto che è stato ribattezzato “il ponte dei suicidi”) e il bellissimo palazzo Chigi. Un piccolo guaio, nel corso del cammino, è capitato questa volta a Gianpiero: una foratura della sua nuova scintillante Saetta della Cinelli. Fermi ad aiutare Gianpiero a cambiare la camera d’aria abbiamo potuto saggiare il freddo pungente di quella giornata autunnale. E pensare che era stato lo stesso Gianpiero a dirsi preoccupato delle strade piene di foglie cadute dagli alberi che si preparano ad affrontare l’inverno. Sotto quei mucchi di foglie, mi aveva detto la mattina Gianpiero quando ci siamo incontrati alla stazione Nomentana per andare insieme a Termini, non sia mai cosa di nasconde, vetri, chiodi o altro. Ed è stato proprio un piccolissimo frammento di vetro a forare la ruota della Cinelli da corsa.

Ma l’operazione del cambio camera d’aria è stata veloce. Quindi via di nuovo in sella verso Genzano, con il palazzo Sforza Cesarini affacciato sul lago di Nemi, e poi Lanuvio con il bellissimo parco del Tempio di Giunone Sospita.

Da lì è cominciata la grande discesa verso il mare, ovvero verso Nettuno e Anzio dove ci attendevano, oltre alle onde marine, anche i buoni piatti di pesce di un ristorante che ci ha consigliato Luca.E anche il ristorante, oltre al percorso, era stato già precedentemente testato: quindi siamo andati sul sicuro.
questi sono i paesi che abbiamo attraversato: Albano, Ariccia, Genzano, Lanuvio, Campoverde, Nettuno, Anzio.

Si può vedere il percorso a questo link:
http://www.bikemap.net/it/

E alcune foto qui:
http://1drv.ms/1OnNe6X

gruppo-bici-ztlIl racconto della cicloscampagnata del 17 e 18 ottobre 2015

[di Paolo Andruccioli]
Gianpiero, Simone, Luca e Paolo. Non sono i quattro evangelisti, né quattro dei 12 apostoli, anche se Simone, chiamato Pietro, faceva parte della squadra di Gesù di Nazareth e Luca era uno dei quattro scrittori dei Vangeli. Più prosaicamente Gianpiero, Simone, Luca e Paolo sono i protagonisti della prima ciclo-scampagnata invernale di Ztl. Questa volta abbiamo scelto un percorso da spalmare su due giorni, sabato 17 e domenica 18 ottobre. Come ormai è tradizione, la ciclo-scampagnata è stata anche un’occasione per fare cicloturismo ferroviario. Siamo infatti partiti dalla stazione Ostiense di Roma diretti a Oriolo, da dove è cominciata la prima tappa.

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2laghi[di Tamás-László Simon]
Partiti la mattina da Roma verso le sette, prima tappa Lago di Bracciano. All’ora di pranzo raggiunto il campeggio sul lato est del lago.  Tempo di montare le tende fare una passeggiata al lago ed ha cominciato a piovere. Ha piovuto quasi tutto il pomeriggio e tutta la notte.

La mattina successiva sole! Ripartiti  passando per Trevignano, Monterosi e Ronciglione abbiamo raggiunto il campeggio sul lago di Vico poco prima di pranzo. Il costante sali scendi con le bici cariche ci ha provati parecchio. Come il giorno prima appena montate le tende di nuovo pioggia. Per fortuna sarà l’ultima pioggia fino al giorno del ritorno. Relax, nuotate  e gite nei dintorni per tutta la nostra permanenza. Rientro il giorno di ferragosto questa volta tirata unica sino a Roma. Appena messo le ruote sulla Via di Santa Cornelia ci ha travolto un acquazzone di dimensioni epiche. Ma mancando circa 25 km l’abbiamo preso con filosofia. 🙂

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Tagliacozzo[di Tamás-László Simon]
Spulciando su internet tra i borghi più belli d’Italia abbiamo scovato Tagliacozzo. Incuriositi  il mattino successivo eravamo alla stazione Tiburtina sul treno per Carsoli. Dopo un viaggio di circa un’ora, colazione a Carsoli e partenza per Tagliacozzo. Paesaggi stupendi (tre anni fanni sempre ad agosto ero passato proprio su queste strade durante la Coast to coast Ostia-Pescara) ora con tutta la famiglia. Tagliacozzo una bomboniera! Bellissima! Decisamente da vedere!

Ci passiamo mezza giornata bighellonando tra le sue viuzze andando su e giù. Vedendo ad ogni angolo cose belle! Tanti turisti. Gente del posto. La piazza piena di gente sembra che stanno tutti lì a prendere l’aperitivo rilassandosi. Pranziamo e dopo il caffè riprendiamo la strada. Arrivati a Carsoli  facciamo un giro poi di corsa alla stazione a prendere il treno per Roma. Una gita da un giorno perfetta! Tempo bellissimo gente bellissima…

Ecco il video!

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Alsazia in bici

[di Gianpiero Chinigò]
Una terra di confine tra Svizzera, Germania e Francia,
lambita dal grande Reno a est e percorsa da una dorsale di montagne curiosamente tonde (i Ballon), relativamente poco turistica ed eccezionale per giri in bicicletta.

Una menzione a parte merita la routes des vins.

mappa1
(clicca sulla la mappa per ingrandirla)

Alsazia 2015, salita al Ballon d’Alsace dalla Vallée de la Doller.
Parzialmente su pista ciclabile e poi su strada statale poco trafficata e panoramica, in fondo alla valle si sale costeggiando 2 laghi e poi nel bosco, con 9 km impegnativi si raggiunge la parte sommitale della montagna, scoperta, con diverse strutture per il ristoro: molto bello e consigliabile….volendo si può scendere per un’ altra valle e compiere un giro piuttosto lungo ma molto bello: io sono tornato per lo stesso percorso.

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Nella foto, un momento della cicloscampagnata da Terni a Orte

di Paolo Andruccioli

22 marzo 2015 (domenica)
Questa volta all’appuntamento alla stazione Tiburtina eravamo undici. Avremmo dovuto essere anche più numerosi, ma la pioggia (che puntualmente ci ha poi accompagnato per tutta la giornata) ha fatto desistere altri cicloscampagnatori che sono rimasti prudentemente sotto le coperte.

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bicoca-gennaio2015
Il gruppo in partenza dalla stazione Tiburtina a Roma

di Paolo Andruccioli

Le previsioni Meteo (e di Giacomo) lo avevano detto: pioggia nel week end. L’ottimismo dei cicloturisti è però inossidabile, come certi acciai e, nonostante quel numero 17 che incombeva sulla giornata, siamo saliti sul treno in sei (Gianpiero, Simone, Giacomo, Luca, Lavinia e Paolo) alla stazione Tiburtina: con le nostre bici. Direzione Firenze.

Arrivati a Orte abbiamo smontato tutto e siamo scesi. Il tempo di allacciare i caschi, sistemare le borse dei bagagli e dare le prime pedalate che già pioveva. Non una pioggia forte, piuttosto una pioggerellina che ci ha accompagnato per un bel tratto, anche se usciti da Orte e imboccato il salitone che porta verso le Terme, le gocce sui nostri abiti tecnici si erano ormai confuse con il sudore. Come succede sempre nella vita, anche nella nostra cicloscampagnata da Orte a Tarquinia (passando per Soriano nel Cimino e Viterbo), abbiamo potuto verificare la distanza tra la teoria e la pratica, tra le mappe e il percorso reale perché quello che nell’altimetrico sembrava un muro insormontabile – la salitona di Orte – si è tradotto poi in una prova di fiato e resistenza, dura, ma fattibile. Le sorprese sarebbero venute dopo.

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