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Categoria: Ciclostorie Ztl

Storie di viaggi in bici in italia e all’estero

Campo Imperatore

wp_20160913_12_47_12_pro Chissà come può essere bello salire a Campo Imperatore in un tranquillo giorno di fine estate?

Qualche giorno fa è saltata fuori questa domanda: con un po’ di organizzazione ed il supporto fondamentale di chi rimaneva in negozio, oggi, abbiamo deciso di andare in 3.

Intanto vi diciamo una cosa, il 13 settembre (infrasettimanale), in una delle maggiori attrazioni turistiche del centro Italia (Campo Imperatore=GranSasso) c’è poca gente, i pochi locali aperti sono dimessi e pronti all'”anonimato” che porta l’autunno da queste parti.

Il percorso è piuttosto impegnativo, almeno per gente come noi, ma di rara bellezza.

Fatta eccezione per qualche macchina olandese ed un furgone tedesco, abbiamo visto montagne, mucche cavalli, pecore, cani pastore, pastori, ed un omino che vendeva il suo formaggio.

C’è stato sole fino ai 1800 mslm, poi freddino e pioggia fino a su, fortuna che lo storico Albergo era aperto: vi abbiamo trovato riparo e ristoro. Dopo circa un’ora e mezza la pioggia era molto diminuita e siamo ripartiti.

Anche la discesa è molto bella, un po’ insidiosa all’inizio (complice la pioggia), bellissima e più armoniosa dopo.

In tutto circa 3 ore a salire, inclusa qualche breve sosta per sgranocchiare e bere qualcosa, la metà a scendere.

Per dare un’idea ancora più pratica siamo saliti intorno ai 9-10km/h di media (ma alcuni tratti ad 8 e alla fine anche a 6) mentre a scendere si sono superati anche i 60 km/h.

Ah, Il bar subito a sinistra arrivando a fonte Cerreto è molto accogliente ed ha ottimo cibo ed un buon caffè!

Nonostante avessi scordato il casco (avevo solo un berrettino sottocasco), ed  avessi gli strascichi di un fastidioso mal di gola, è  stata sicuramente una delle migliori cicloscampagnate di cui abbia memoria.

gp

Martedì 13 settembre 2016
Simone (Cinelli, “road” Hobootleg)
Daniele (Kona, “smooth” Honky Tonk)
Gianpiero (Cinelli, “wobbling” Saetta),

 

per vedere la mappa clicca qui:

https://www.bikemap.net/en/route/3776382-fonte-cerreto-campo-imperatore/

per vedere altre foto clicca qui:

https://1drv.ms/a/s!Ar8nEhkewHrmg6tNAi11lvcxyhw_iA

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Domenica 22 maggio, tempo splendido con promessa di caldo.

Siamo in 7 e ci si vede tutti alle 7,20  a Tiburtina per prendere il treno delle 7,40 che arriverà a Carsoli alle 9,10. Insomma un caffè veloce e siamo al binario.

Questo sempre in teoria perchè il ritardo sfiora 1 ora e scendiamo dopo le 10.

Un breve digressione nella piazza centrale di Carsoli dove un bar/chiosco ci permette di partire con il piede giusto dal punto di vista calorico (caffè/cornette, pizzette, etc…)

Riempiamo le borracce alla fontanella e si parte; neanche usciamo dal paese che incappiamo in una processione paesana che ci ricorda che ogni paese, ancor più nell’Italia “interiore”, ha le sue tradizioni religiose o pagane che siano.

Riusciamo comunque a svicolare e prendere la SP34 Turanense che si dirige con un mirabile falsopiano in discesa verso il lago omonimo.

Tutto è molto verde,  azzurro,  bello. Sono circa 20km e faticando praticamente zero arriviamo a Castel di Tora, anche il traffico è veramente scarso, fatta eccezione per qualche moto in assetto “Superbike”.

Al ponte che attraversa il lago ci fermiamo ad un bel bar/ristorantino che si affaccia sullo specchio d’acqua (vedi foto): chi prende l’ennesimo caffè, chi va di birretta e patatine, chi addirittura fragole con panna (…e non sono neanche le 12, …che classe!)

Risaliamo sulle bici consapevoli che nel giro di poco affronteremo una salita impegnativa che ci porterà a svalicare a circa 900mt e picchiare successivamente su Poggio Moiano.

La vera salita è di circa 6 km con una pendenza media del 7% e punte sopra il 10%, insomma per cicloturisti urbani come noi non  è una passeggiata.

Saliamo un po’ sgranati ma ogni tanto ci si incontra e sorpassa vicendevolmente:  “scherzetto” l’ultimo km è proprio quello più duro! in ogni caso ci aspettiamo tutti su al valico, beviamo, e qualcuno si mette una  protezione  antivento per affrontare la discesa che si dimostrerà quasi più impegnativa della salita.

E’ veramente un attimo, in pochi minuti siamo al paese e alla Trattoria: sono le 13.

Qui ci raggiungono 2 mogli e 2 bimbi e il pasto è ancora più piacevole, nonostante una comunione di 70 persone costituisca un oggettivo ostacolo alla tranquillità.

Così, per inciso, la pappa è eccellente!

Belli riposati e sazi riagganciamo i pedali e tracciamo linee bellissime sulla Salaria vecchia, da qui a Passo Corese c’è ancora tanta discesa solo raramente interrotti da piccoli tratti di salita.

Facciamo comunque a tempo ad incontrare (Corese Terra?) un’altra processione di paese ma poi ancora in discesa arriviamo in stazione dove prendiamo il treno delle 16,40.

Un po’ alla spicciolata ognuno scende alla “sua” fermata e torna a casetta.

Bella.

Alla prossima!

per vedere qualche altra foto clicca qui                             per vedere il video clicca qui

 

I partecipanti di questa cicloscampagnata:

  • Anastasia e la sua bianca Lombardo Amantea city
  • Sara e la sua Scott mtb arancione
  • Tiziana e la sua bici in acciaio blu intenso
  • Luca e la sua Gazzetta della strada bel grigio
  • Thomas e la sua Cinelli Zydeco metal italo
  • Simone e la sua Cinelli Hobootleg modificata
  • Gianpiero e la sua rossa Cinelli Saetta

 

 

Foligno-Ancona

Nocera umbra
Nocera umbra

Domenica 20 marzo, bel tempo. Treno regionale veloce delle 8,07 a Tiburtina.

 

Alle biglietterie incontriamo amici cicloturisti che vanno ad Assisi, noi a Foligno per provare le tappe 5-6-7 della Transappenninica.

Poco prima delle 10 scendiamo a Foligno e andiamo a vedere la piazza del duomo (un buon caffè con focaccia nel bel bar adiacente la chiesa), poi cerchiamo e troviamo l’Ostello di Foligno, possibile punto di pernotto, in un bel palazzotto seicentesco (palazzo Pierantoni).

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P1050012 Domenica, bel tempo, siamo una ventina con parecchi bimbi. Pedaleremo tutti insieme alla scoperta di un pezzetto del nostro Quartiere che si incunea nel Municipio IV.

Partiamo dal parco davanti al negozio e dopo un piccolo tratto stradale tra piazza conca d’oro e la Nomentana arriviamo a Ponte Vecchio, da qui si entra subito sul sentiero dell’argine dell’Aniene.

Si formano di continuo gruppetti per affinità di amicizia o di pedalata o…di qualcos’altro. Ogni tanto però ci si riaspetta e si riforma il gruppone.

 

Un paio di volte si aggiungono ancP1050022he amici di amici… che non avuto il coraggio di arrivare alle 10 in negozio!

Pedaliamo ancora in questo, tutto sommato, angolo di vera natura che ogni giorno è a 2 passi dalle nostre case, verso le 12 arriviamo alla Tiburtina e quindi a Ponte Mammolo. Tornati un po’ indietro verso il parco ci si ferma a chicchierare e i bambini giocano e poi tutti a pappare al Giardino di Mia.

Qui, tra l’altro, ci raggiungono altri amici venuti “sportivamente” solo per mangiare.

Il  ritorno è tranquillo, sostanzialmente facendo il sentiero al contrario, usciamo però un po’ prima in corrispondenza di via Favignana, scendiamo da via Cimone per fermarci da Gori per un bel gelato,  e poi ci si saluta.

Alla prossima!

 

IMG_20151122_125210di Paolo Andruccioli

Vedere le onde del mare muoversi su un orizzonte di cielo autunnale è una bella sensazione. Ti ricorda certi quadri dei maestri italiani dell’inizio del XX secolo: ambienti sospesi, quasi senza tempo. E la sensazione che si prova è ancora più piacevole se si arriva al mare dopo una bella scampagnata in bici, una piacevole e facile pedalata che è stata organizzata dagli amici di Ztl il 22 novembre 2015. La partenza era fissata ai Castelli romani dove siamo arrivati in treno, dalla stazioneTermini ad Albano, dove abbiamo cominciato a pedalare. La compagnia era un po’ rimaneggiata rispetto ai nostri standard (per varie defezioni dovute a influenze di stagione o impegni di lavoro), ma in compenso si è arricchita della presenza di una nuova amica, Anna, che si è presentata con un bella bici vintage in acciaio leggero. Insieme ad Anna c’eravamo io, Gianpiero, Daniele (altra new entry) e Luca, l’ideatore della passeggiata al mare, avendola egli stesso già testata in precedenti usciti con la sua Cinelli Gazzetta della Strada.

Sapendo che avremmo dovuto attraversare i Castelli romani eravamo tutti un po’ preoccupati delle salite. In realtà la cicloscampagnata da Albano a Nettuno non è per niente faticosa o troppo impegnativa perché si parte già da una certa alezza (Albano) senza dover affrontare la scalata che si deve invece fare se si viene direttamente da Roma attraverso la via Appia. La conferma che non ci saremmo dovuti spaccare le gambe ci è venuta da due ferrovieri che vedendoci scendere dal treno ad Albano, hanno commentato così: “ve la siete presa comoda, eh!. La salitona l’avete scavallata in treno”. Ma tantè. Inutile fare gli eroi se l’obiettivo è quello di passare una piacevole giornata in bicicletta e andare a vedere il mare d’autunno.

Abbiamo quindi pedalato con calma verso Ariccia, che abbiamo attraversato ammirando il suo celebre ponte (una fama a dire il vero molto triste visto che è stato ribattezzato “il ponte dei suicidi”) e il bellissimo palazzo Chigi. Un piccolo guaio, nel corso del cammino, è capitato questa volta a Gianpiero: una foratura della sua nuova scintillante Saetta della Cinelli. Fermi ad aiutare Gianpiero a cambiare la camera d’aria abbiamo potuto saggiare il freddo pungente di quella giornata autunnale. E pensare che era stato lo stesso Gianpiero a dirsi preoccupato delle strade piene di foglie cadute dagli alberi che si preparano ad affrontare l’inverno. Sotto quei mucchi di foglie, mi aveva detto la mattina Gianpiero quando ci siamo incontrati alla stazione Nomentana per andare insieme a Termini, non sia mai cosa di nasconde, vetri, chiodi o altro. Ed è stato proprio un piccolissimo frammento di vetro a forare la ruota della Cinelli da corsa.

Ma l’operazione del cambio camera d’aria è stata veloce. Quindi via di nuovo in sella verso Genzano, con il palazzo Sforza Cesarini affacciato sul lago di Nemi, e poi Lanuvio con il bellissimo parco del Tempio di Giunone Sospita.

Da lì è cominciata la grande discesa verso il mare, ovvero verso Nettuno e Anzio dove ci attendevano, oltre alle onde marine, anche i buoni piatti di pesce di un ristorante che ci ha consigliato Luca.E anche il ristorante, oltre al percorso, era stato già precedentemente testato: quindi siamo andati sul sicuro.
questi sono i paesi che abbiamo attraversato: Albano, Ariccia, Genzano, Lanuvio, Campoverde, Nettuno, Anzio.

Si può vedere il percorso a questo link:
http://www.bikemap.net/it/

E alcune foto qui:
http://1drv.ms/1OnNe6X

gruppo-bici-ztlIl racconto della cicloscampagnata del 17 e 18 ottobre 2015

[di Paolo Andruccioli] Gianpiero, Simone, Luca e Paolo. Non sono i quattro evangelisti, né quattro dei 12 apostoli, anche se Simone, chiamato Pietro, faceva parte della squadra di Gesù di Nazareth e Luca era uno dei quattro scrittori dei Vangeli. Più prosaicamente Gianpiero, Simone, Luca e Paolo sono i protagonisti della prima ciclo-scampagnata invernale di Ztl. Questa volta abbiamo scelto un percorso da spalmare su due giorni, sabato 17 e domenica 18 ottobre. Come ormai è tradizione, la ciclo-scampagnata è stata anche un’occasione per fare cicloturismo ferroviario. Siamo infatti partiti dalla stazione Ostiense di Roma diretti a Oriolo, da dove è cominciata la prima tappa.

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2laghi[di Tamás-László Simon] Partiti la mattina da Roma verso le sette, prima tappa Lago di Bracciano. All’ora di pranzo raggiunto il campeggio sul lato est del lago.  Tempo di montare le tende fare una passeggiata al lago ed ha cominciato a piovere. Ha piovuto quasi tutto il pomeriggio e tutta la notte.

La mattina successiva sole! Ripartiti  passando per Trevignano, Monterosi e Ronciglione abbiamo raggiunto il campeggio sul lago di Vico poco prima di pranzo. Il costante sali scendi con le bici cariche ci ha provati parecchio. Come il giorno prima appena montate le tende di nuovo pioggia. Per fortuna sarà l’ultima pioggia fino al giorno del ritorno. Relax, nuotate  e gite nei dintorni per tutta la nostra permanenza. Rientro il giorno di ferragosto questa volta tirata unica sino a Roma. Appena messo le ruote sulla Via di Santa Cornelia ci ha travolto un acquazzone di dimensioni epiche. Ma mancando circa 25 km l’abbiamo preso con filosofia. 🙂

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Tagliacozzo[di Tamás-László Simon] Spulciando su internet tra i borghi più belli d’Italia abbiamo scovato Tagliacozzo. Incuriositi  il mattino successivo eravamo alla stazione Tiburtina sul treno per Carsoli. Dopo un viaggio di circa un’ora, colazione a Carsoli e partenza per Tagliacozzo. Paesaggi stupendi (tre anni fanni sempre ad agosto ero passato proprio su queste strade durante la Coast to coast Ostia-Pescara) ora con tutta la famiglia. Tagliacozzo una bomboniera! Bellissima! Decisamente da vedere!

Ci passiamo mezza giornata bighellonando tra le sue viuzze andando su e giù. Vedendo ad ogni angolo cose belle! Tanti turisti. Gente del posto. La piazza piena di gente sembra che stanno tutti lì a prendere l’aperitivo rilassandosi. Pranziamo e dopo il caffè riprendiamo la strada. Arrivati a Carsoli  facciamo un giro poi di corsa alla stazione a prendere il treno per Roma. Una gita da un giorno perfetta! Tempo bellissimo gente bellissima…

Ecco il video!

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Alsazia in bici

[di Gianpiero Chinigò]
Una terra di confine tra Svizzera, Germania e Francia,
lambita dal grande Reno a est e percorsa da una dorsale di montagne curiosamente tonde (i Ballon), relativamente poco turistica ed eccezionale per giri in bicicletta.

Una menzione a parte merita la routes des vins.

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(clicca sulla la mappa per ingrandirla)

Alsazia 2015, salita al Ballon d’Alsace dalla Vallée de la Doller.
Parzialmente su pista ciclabile e poi su strada statale poco trafficata e panoramica, in fondo alla valle si sale costeggiando 2 laghi e poi nel bosco, con 9 km impegnativi si raggiunge la parte sommitale della montagna, scoperta, con diverse strutture per il ristoro: molto bello e consigliabile….volendo si può scendere per un’ altra valle e compiere un giro piuttosto lungo ma molto bello: io sono tornato per lo stesso percorso.

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